Vintage Groove è nato come un piccolo progetto che dava forma e sostanza alla mia più grande passione: il vintage. Da quella prima selezione vintage ad oggi sono passati quasi 6 anni, tanti vestiti e tanti progetti, e da piccolo negozio vintage sono arrivata a produrre i miei capi e i miei accessori. Vediamo come nascono e come si sviluppano realtà come la mia e perchè credo sia importante promuoverle e valorizzarle.
Le Produzioni artigianali
La mia passione per i capi particolari è sempre stata molto forte e mi è capitato spesso di immaginarmi qualcosa, cercarlo in giro e non trovarlo. Dentro di me avevo quella scintilla creativa alla quale però impedivo di incendiarsi, troppo difficile imparare a cucire, ci vorrà troppo tempo… Ho pensato questo per un po’ finche non ho deciso di provarci,ho iniziato con i consigli della mamma e con qualche tutorial, ed ecco che dopo poco tempo, prese vita la mia prima produzione di scrunchie. Gli elastici erano un accessorio che mi veniva bene, mi divertiva cercare le stoffe oppure crearli recuperando camice danneggiate o vecchie cravatte. Dopo le prime produzioni, ho cominciato ad arricchire la gamma, sono nati i fiocchi, i sacchetti, le borse, i pappillon e tantissime altri accessori sono in cantiere, non mi sono più fermata.
Nel tempo però, i soli accessori non mi bastavano e così ho deciso di passare al livello successivo, ho frequentato un corso di cucito professionale e mi sono messa in gioco con tanta pratica. Nasce cosi vintage Groove Sartoriale, la mia personale linea che ad ogni stagione sforna un capo oppure una piccola selezione di capi, disegnati e creati da me.
Perchè scegliere le piccole realtà artigianali
Credo che realtà come la mia siano il cuore pulsante del territorio in cui sono inserite, sono attività nate da gente del posto per la stessa gente. Qualche giorno fa ho fatto un video sull’importanza di avere un negozio fisico nel 2026 che trovate di seguito.
https://www.instagram.com/reel/DWyOr0WhlLq/?igsh=Nmpyd2dtN3lmd29i
Questi, di seguito, sono i motivi fondamentali per i quali scegliere una piccola realtà artigianale nel 2026:
- Promozione dell’economia locale: scegliendo e acquistando dai negozi del territorio l’economia gira a livello locale e non c’è quella dispersione della ricchezza del territorio verso paesi esteri e verso le multinazionali che al territorio non restituiscono niente.
- Qualità delle produzioni e promozione del Made in Italy: tutte le mie produzioni sono cucite a mano, alcune sono pezzi unici fatti su misura, altre sono prodotte in pochissimi esemplari.Scelgo e ricerco sempre tessuti naturali di ottima qualità come lane, cotoni pregiati e sete.
- La Sostenibilità ambientale: Scelgo sempre tessuti di stock e/o di recupero per ridurre l’impatto ambientale delle mie produzioni. Produco su ordinazione per evitare di creare scarti di produzione oppure ulteriore merce invenduta. Inoltre, con la mia selezione vintage, do una seconda chance a tantissimi capi.
- Il Rapporto umano con le persone: quando si entra in quei grandi negozi di qualche catena è difficile instaurare rapporti umani con i commessi e con chi ci lavora dentro, spesso, purtroppo, neanche ci si scomoda al solo pensiero. Io conosco buona parte dei miei clienti, con molti siamo diventati amici, e poi una chiacchiera non si nega mai a nessuno, quante persone interessanti ho conosciuto e quante storie ho sentito in negozio. Entrare in un negozietto e parlare con il titolare, chiedere consiglio, sviluppare un rapporto di fiducia reciproca non è replicabile nella grande distribuzione.
- Lo scambio e la restituzione delle conoscenze: Il territorio in cui sono, con la sua gente, mi ha dato tanto e io cerco sempre di restituire qualcosa. Da un po’ di tempo organizzo laboratori ed eventi in negozio che danno alle persone la possibilità di fare esperienze e di imparare skills che possono essere utili nelle loro vite quotidiane. Molte persone scoprono un talento o in loro nasce una passione grazie a questi laboratori, molti aspettano anche solo un’occasione per fare qualcosa di nuovo.
Quali sono le prospettive future di queste realtà?
Qualche giorno fa, ho visto un video di Montemagno di cui vi lascio il link (https://vm.tiktok.com/ZNRQHMMxD/), che diceva che negli ultimi anni si è assistito ad un’esplosione nella nascita di micro imprese come la mia. Lui spiegava questo fenomeno analizzandolo da due punti di vista: da una parte ci sono sempre più persone che sentono il desiderio di mettersi in proprio e provare a far diventare la propria passione un lavoro e a far fruttare il loro talento, dall’altra parte molte altre persone, perso lavoro e occupazione stabile provano a reinventarsi facendo qualcosa di proprio.
Io mi sento un po’ a metà tra queste due realtà: non ho mai sentito il desiderio di mettermi in proprio finchè il mio lavoro non mi ha più soddisfatta, ma dal momento che ho fatto quel passo, per me difficilissimo, non tornerei più indietro nonostante difficoltà e ripensamenti.
Quello che mi auguro per il futuro è che sempre più persone trovino la loro strada, che nascano tante micro imprese come la mia e che realtà di questo tipo diventino il fulcro intorno al quale gira l’economia locale e non. Grazie al potere dell’online ora possiamo raggiungere un pubblico potenzialmente infinito tenendo al tempo stesso le nostre radici ben salde nel territorio d’origine.
Mi auguro che le persone inizino a comprare più consapevolmente scegliendo la qualità, valorizzando i rapporti umani e premiando chi lavora ogni giorno per la sostenibilità, la crescita del proprio territorio e la valorizzazione delle proprie materie prime e dei propri talenti.
Voi cosa ne pensate? Negozietto di quartiere o grande store internazionale?
Luci
Vintage Groove
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