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Trench: Storia di un classico senza tempo

Il trench è ormai un must have di qualsiasi guardaroba, dal più classico al più particolare.

Vi siete mai chiesti come è nato e perchè si chiama così? 

L’origine di questo capo è datata piuttosto indietro nel tempo, esso deriva dal trench coat, che letteralmente significa “cappotto da trincea” e quindi deve la sua origine al mondo militare. 

Il più antico trench di cui abbiamo traccia è quello prodotto dalla ditta Charles Macintosh & Co. fondata a Manchester nel 1824, dopo che uno dei suoi fondatori Charles Macintosh inventò, nel 1823, un modo per impermeabilizzare i tessuti spalmandoli di un sottile strato di gomma. Macintosh fu uno dei primi a produrre impermeabili, anche se molto diversi dagli attuali, ed è proprio per questo che nei paesi anglofoni, l’impermeabile è chiamato anche “Mac”. 

Dalla sua sartoria, fondata nel quartiere londinese di Mayfair nel 1851, John Emary mise a punto un tessuto impermeabile all’acqua, chiamato e brevettato con il nome di Aquascutum, dal latino acqua e scudo. I suoi impermeabili avranno un enorme successo e ancora oggi cappotti e impermeabili Aquascutum sono garanzia di qualità e stile. 

Aquascutum fu scelta, a partire dal 1914, per vestire i soldati in partenza per la Grande Guerra, iniziò così a produrre il trench in modo pressoché uguale a quello che sarà il modello che oggi tutti conosciamo. 

Allo stesso modo, nel medesimo periodo e per lo stesso fine, stava lavorando anche la ditta Burberrys.

Il suo fondatore Thomas Burberry, nel 1879, aveva inventato e brevettato con il nome di gabardine, un tessuto in cotone pesante che non permetteva all’acqua di entrare scivolando sopra le strette maglie tessute molto fini.  Da circa quell’anno, iniziò la produzione dei suoi impermeabili su larga scala; anche questi furono usati principalmente per scopi militari. Il grande successo avvenne però, nel 1891, grazie all’apertura del negozio a Londra che rese il trench coat disponibile per il grande pubblico. Il modello denominato Tielocken, apparso per la prima volta nel 1912, è veramente molto simile all’attuale trench coat.

Caratteristiche peculiari del Trench

Anche se spesso il termine è usato impropriamente e in modo generico per tutti i tipi di impermeabile,in origine poteva essere chiamato trench solo un capo che presentava  specifici particolari, di seguito elencati, che lo distinguevano da tutti gli altri modelli: 

    • La manica raglan, ossia un tipo caratteristico di manica che si estende fino al collo dove è attaccata; é unita al corpetto con una cucitura che partendo appunto dal collo, all’altezza della clavicola, va fin sotto l’ascella proseguendo sul dietro, dove attraversa la scapola parallelamente alla cucitura anteriore, per arrivare nuovamente al collo circa una decina di centimetri dietro a dove era partita.
    • Le spalline, intese non come imbottitura interna ma come le tipiche lingue di tessuto dei capi militari che partono dalla spalla e si abbottonano vicino al collo dando la possibilità di apporre le mostrine o il grado sull’indumento.
    • L’abbottonatura a doppiopetto che dà maggiore protezione contro il vento e le intemperie.
    • Il sottogola, una striscia di tessuto che ripiegata e nascosta sotto il colletto quando è abbassato, permette di tenerlo ben chiuso quando lo si alza.
    • La cintura caratterizzata da anelli di ottone, utili all’origine per agganciare degli accessori, retaggio del cinturone della divisa militare che serviva a portare la spada, la pistola e le giberne.
    • Cinturini ai polsi che permettono di stringere saldamente il fondo della manica.
    • La piccola falda di tessuto sul pettorale (a destra nella versione maschile, a sinistra nella femminile) che viene erroneamente scambiata per un rinforzo su cui poggiava il calcio del fucile, ma in realtà è un accorgimento che permette che l’acqua non possa entrare dall’alto nell’abbottonatura.
    • Il piegone posteriore che consente un ampio passo.
    • Le aperture sui fianchi per infilare le mani all’interno, permettono di accedere alle tasche dei pantaloni senza dover sbottonare o alzare il trench.
    • Le tasche laterali oblique con bottoni.
    • La fodera a quadri che una volta distingueva i reggimenti e in seguito i produttori.
    • La falda in alto sulla schiena a mantelletta che permette che l’acqua scivoli meglio in quel punto critico.
  • La lunghezza mai al di sopra del ginocchio.

Tradizionalmente è realizzato in gabardina di cotone, ma può essere anche cotone misto con fibre sintetiche e di cotone spalmato gomma; ne sono stati fatti anche in lana e in pelle, ma quello di cotone o misto è sicuramente quello più fedele alla norma oltre, grazie a una maggior praticità, ad essere il più comune oggi. Originariamente color khaki, cammello, verde oliva, ha con gli anni ampliato la gamma ad altri colori, in varie sfumature, non più legati all’uso militare ma diventati ormai classici come i beige, i grigi, il ghiaccio, il blu e il nero.

È un impermeabile quindi protegge da vento e acqua, meno dal freddo, perciò originariamente e ancora oggi può comprendere la possibilità di abbottonare al suo interno un’imbottitura, di lana o altre fibre, per ottenere maggiore isolamento termico.

E tu hai un vero trench nel tuo guardaroba? Ti piacciono di più le versioni classiche o le rivisitazioni moderne? 

Scrivici nei commenti e scopri in negozio e sullo shop online la nostra selezione! 

Simo e Luci

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